Novembre 21, 2022

Vitelli Sprint su Allevatori.top

Sul periodico online Allevatori Top, Simone Arnoldi della Arn.Al di Rivarolo Mantovano (Mn) racconta i vantaggi dell’automazione in stalla.

Nell’interessante intervista di Alessandro Amadei, l’allevatore spiega, in merito alla performance della sua vitellaia:

“Dopo la colostratura  e dopo 8-9 giorni passati nelle gabbiette individuali, con 2 pasti al dì da 2 litri ciascuno, preparati comunque dall’allattatrice, le vitelle passano nei box di gruppo dove restano fino allo svezzamento, che avviene intorno al 58esimo-60esimo giorno, e dove oltre al latte ricostituito fornito dalla lupa automatizzata, gli animali trovano anche il mangime starter che ci viene fornito, al pari della polvere di latte, dall’amico Aldo. Quanto al latte ricostituito, ci teniamo su un 70% di polvere in inverno, mentre in estate scendiamo al 60%. In questa fase, comunque, le vitelle consumano di media 8,5 litri di latte ricostituito al giorno nell’arco delle 7,2 visite quotidiane all’allattatrice, con una velocità di flusso di 0,4 litri al minuto di media. Nei primi 15 giorni il permesso viene accordato ogni ora per 1,5 litri di latte, nei successivi 27 giorni si passa a 2,2 litri all’ora, mentre negli ultimi giorni si fa in modo che l’allattatrice diminuisca progressivamente il quantitativo erogato, fino a concedere un massimo di 2 litri di latte al giorno”.

Ma veniamo al bello: grazie alle attenzioni dedicate prima alle bovine in asciutta (vaccinazione delle madri contro Rota, Corona e Coli, e integrazione Nutrifeed per arricchire il colostro di anticorpi), e poi grazie alla scrupolosa colostratura (primo pasto entro la terza ora) e più in generale in virtù delle cure dedicate in vitellaia (igiene ambientale, alimentazione, vaccinazione intranasale a 7 giorni contro gli agenti di malattia respiratoria), la mortalità del periodo si attesta al di sotto di un già ottimo 3%. E nei primi 100 giorni, l’incremento ponderale medio giornaliero è di 930 grammi. “È per questo – commenta Simone – che riusciamo a fecondare le manze a 11-12 mesi, che l’età al primo parto è precoce e che la prima lattazione va forte. Del resto la vacca la fai qui, in vitellaia”.

Dalla testimonianza di Simone Arnoldi emergono i fattori positivi che contribuiscono alla crescita di un allevamento sano.

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Fonte e articolo completo: https://www.allevatori.top/gestione-mandria/2022/11/14/allevatori-con-la-a-maiuscola/1552

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